I dipinti dal 1953 al 1964: gli anni della sperimentazione  
Neon       Neon, 1954
         
Caffè a Rapallo   Caffè a Rapallo, 1954
         
La giornalaia       La giornalaia, 1954
         
Jazz       Jazz, 1956
         
Braquiana   Braquiana, 1958
           
           
Il compleanno di Lina
 
Il compleanno di Lina, 1957
  Il ritorno a Venezia, nel 1953, non è una rottura, ma quasi: muta in ogni caso il registro. Due probabilmente i motivi principali: il rituffarsi nella vita artistica veneziana, dopo i tre anni di esilio vittoriese, con un impegno e anche una sicurezza ben diversi che nel passato; la conoscenza e la sempre più stretta amicizia con il critico Gigi Scarpa, uomo aperto, un "patito" di Picasso e dell'astrattismo.

Con le prime opere Ernani partecipa alla attualità che appare attorno, nella cronaca, nel cinema, nella pubblicità. Opere accompagnate dalla passione rivelatrice della musica più recente sostenuta da quella più segreta e più amata, dal Jazz a Bach, da Mozart a Debussy, che sono stati motivi specifici di ispirazione. Nello stesso tempo il rapporto con i più importanti pittori della contemporaneità, da Kokoschka a Picasso e Braque, da Cézanne a Mondrian, non si sviluppa in una facile imitazione di moda, ma si libera in una originalità di assorbimento e superamento.

Il dualismo tra la sensibilità e la superficialità, pur sempre affascinante, in cui si esprimono certi momenti della vita sociale durante il boom economico, suggerisce all’artista una tematica che lo vede cercare un affrancamento da certa “accademia novecentesca” per un linguaggio pittorico più libero e aggressivo.
 
           
           
Il bar, 1953   bar pieno di avventori  
           
           
                     
colomba bianca
 
Resurrezione, 1958
  Dieci anni di contatti frequenti con la cultura figurativa del tempo si risolvono in una adesione, più attenta che entusiastica alle modalità, stilistiche e di linguaggio, in auge ma si manifestano anche apporti personali decisivi.

Essi derivano da un sottofondo di scoperte e conoscenze letterarie, musicali, religiose.
Si confermano nei suoi dipinti alcuni segni di quella tendenza che antepone al fatto pittorico in sé, che rimane pur sempre di notevole rilevanza, quello della comunicazione.

La fantasia soffia su ogni immagine per cui le cose non pesano più, si dispongono secondo un’altra legge di gravità, non quella usuale, una legge che non tiene conto del peso specifico dei corpi e fa volare i fiori, gli aranci, i vasi e perfino i pani sopra la tavola. Anche la figura non pesa, spesso essa viene presentata come apparizione, immagine, ferma per un attimo innanzi agli occhi per poi scomparire, come avviene nei sogni.

[1965-1980…]
 
I pani e i pesci   I pani e i pesci, 1959
         
Natura morta in bianco e nero       Natura morta in bianco e nero, 1962
         
Colazione in giardino   Colazione in giardino, 1963
                     
                     
Indolenza, 1963- 64
 
Indolenza
           
                     
 
Composizione giapponese
1964
  Composizione giapponese            
                     
                             
                             
  © Famiglia Costantini